Future of Work

Un nuovo umanesimo del lavoro:l’utopia concreta delle giovani generazioni

Marco, laureato magistrale con lode, ha svolto vari tirocini curricolari ed esperienze all’estero ma, nonostante questo, le uniche offerte che riceve sono contratti di stage non pagati o sottopagati che non gli consentono di essere autosufficiente. Lucia è una giovane madre single, lo smart working le permetterebbe di andare a prendere suo figlio a scuola, ma la sua azienda non glielo ha concesso. Francesco, invece, sta cercando un nuovo lavoro perché quello attuale non rispecchia i suoi valori. Anche Marta è in cerca di una nuova occupazione, perché ha capito di non essere più disposta a rinunciare al proprio tempo libero. Marco, Lucia, Francesco e Marta sono nomi inventati, ma le loro storie sono verissime. E sono le storie di una generazione che sta cambiando nel profondo la concezione del lavoro. È la generazione di giovani professionisti che si affacciano oggi al mondo del lavoro, tanto delusi quanto determinati. La generazione più istruita della storia, ma che deve affrontare difficoltà inedite in un mondo del lavoro che chiede sempre di più senza garantire le giuste tutele.

È anche la generazione che ha subito lo shock del periodo pandemico rivalutando obiettivi e priorità di vita. La Great Resignation partita dall’America ha dimostrato che i giovani sono disposti a rinunciare alla stabilità piuttosto che alla serenità sul luogo di lavoro. L’introduzione di nuovi metodi di lavoro flessibili ha dato speranza per un cambiamento duraturo e profondo. Sperimentazioni come quella della settimana corta, sia nel pubblico che nel privato, stanno facendo sempre più riflettere sulla possibilità di realizzare ciò che prima sembrava utopia: un mondo del lavoro a misura d’uomo, che tuteli i diritti di ognuno e soddisfi le aspettative dei lavoratori del domani. In un mercato del lavoro in cui la competizione per i lavoratori si sviluppa su scala globale, un cambio di rotta risulterà inevitabile per non perdere professionisti e giovani talenti. Politiche pubbliche e policy aziendali che vadano in questa direzione sono ormai necessari per non perdere questa sfida.


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